Dialogo tra materia e colore

Jorrit Tornquist Dialogo tra materia e colore Colore Ott./nov 2001

99/06.01 Colore -IT

II progetto cromatico per il termoutilizzatore Siila di Milano si risolve in un dialogo tra materia grezza e superfici dipinte che porta entrambe a valorizzarsi.

Inserire nel paesaggio urbano un manufatto complesso, un impianto tecnologico di grandi dimensioni, un servizio di primaria necessità per la città, ci obbliga a fare delle riflessioni sulla natura delle relazioni e sulle modifiche che esso apporterà a questo ambiente specifico. Interventi di questo tipo non possono essere concepiti solamente come frammenti tecnologici, privi di una logica qualitativa nei confronti della costruzione significativa di un ambiente; pensiamo anzi, che saranno proprio questi i nuovi luoghi che rappresenteranno la qualità dello sviluppo della città futura. Occorre interpretare il contesto dell'area su cui si va a intervenire per meglio cogliere quello che di caratteristico, quale identità specifica, connota quel luogo rispetto al territorio, consapevoli che il progetto, come intervento di modificazione dell'esistente, dovrà dialogare con esso per costituire una nuova condizione spaziale che valorizzi il luogo stesso. Far permanere le differenze che distinguono un luogo da un altro, riconoscere le qualità spaziali locali, è una condizione necessaria per articolare e arricchire di aspetti la dialettica fra le realtà insediative presenti sul territorio. Quasi sempre le aree che i piani urbanistici destinano ad attrezzature speciali sono spazi interclusi alle infrastrutture e in situazioni compromesse per un concreto recupero. Nel caso specifico l'area di via Figino compresa fra la tangenziale e il termoutilizzatore AMSA a ovest e l'insediamento industriale del Polo Siila a est. La tangenziale in questo punto costituisce una forte demarcazione fisica tra due realtà insediative: da una parte i campi coltivati, le cascine e ciò che costituisce il paesaggio agricolo, dall'altra i capannoni delle attività industriali. Il progetto cerca di far propri i caratteri di questa condizione localizzativa e li rappresenta come elementi fondativi della sua immagine e della sua appartenenza al luogo.

Il progetto cromatico

Nel rispetto dei materiali già previsti in progetto, è vincolante il materiale di rivestimento in cotto e il colore testa di moro per le parti metalliche. Solo una parte delle superfici non prevede la presenza di questo materiale. L'edificio centrale dell'impianto sarà in calcestruzzo a vista. Un colore affine al colore del calcestruzzo a vista, sarà previsto per i portoni secondari. La decisione presa di lasciare il calcestruzzo a vista nasce da due considerazioni. A distanza, la lettura tra la colorazione grigio chiaro e il calcestruzzo a vista, è quasi identica. Da vicino l'edificio se colorato perderebbe la sua monumentalità, diventando inconsistente. Trovo inoltre molto interessanti le striature tra ocra e grigio particolarmente presenti sul bunker, penso che elementi visivamente ricchi nascano tramite piccole imperfezioni che la plastificazione renderebbe errori, perché ovviamente una pelle uniforme richiede una superficie perfetta. Ciò che è ricchezza nello stato naturale diventa decoro gratuito nella plastificazione, i buchi e le imperfezioni nei vari elementi sono segni strutturali dei manufatti, che si ridurrebbero a ridicolo decoro. Alcuni elementi, già previsti colorati, permettono il dialogo tra la materia grezza e le superfici dipinte. L'inizio del percorso visitatori con la vasca, perderebbe molto se il colore interrompendosi non lasciasse grezza una parte: sia la parte dipinta sia la materia si valorizzano. I vani delle scale sono in blu, per dare la sensazione che rispecchino il cielo. Il percorso visitatori si integra all'edificio centrale, ma avrà colori aggiuntivi per dare una sensazione di benvenuto, un blu freddo per la vasca d'acqua per dare l'idea d'acqua fresca e pulita, un blu caldo sulla parete che accompagna la vasca per aumentare tale sensazione. La parete di fronte sarà un arancio derivante dal colore testa di moro, che è presente, sia come struttura metallica sia come tettoia, su questo lato del percorso. Il blu sul lato sinistro e l'arancio sul lato destro dialogano tra loro essendo quasi complementari, aumentando così la lettura della spazialità. Il colore sarà applicato solo sulla superficie e non sugli spessori dei muretti. Il colore arancio continuerà anche sul soffitto della pensilina e sulla parete dell'edificio di ricevimento, che si trova parzialmente sotto la pensilina. I percorsi pedonali e quelli per i mezzi non saranno cromaticamente distinti tra loro, saranno delimitati tramite bordatura dove necessario. Tutti i percorsi saranno in asfalto. Tutti gli edifici non appartenenti al complesso centrale saranno grigio scuro e apparterranno così visivamente più all'asfalto, letti come protuberanze dell'asfalto stesso interferiranno meno con l'edificio centrale dell'impianto. Le parti di ferro di questi edifici avranno il medesimo colore dei corpi, le superfici interne in grigio chiaro, per rendere più luminosi gli interni. La ciminiera sarà blu chiaro cangiante, con un basamento cubico quasi nero. Il colore d'avvertimento è un giallo aranciato. Andrà applicato però solo dove veramente occorre. Per esempio: le ringhiere avranno solo il corrimano in giallo. Tutti gli elementi cilindrici (esclusa la ciminiera, sopra descritta), come i silos e le tubature, saranno color argento, argento a scaglie grandi, per non avere le sembianza di una cadillac. Se serve avranno una connotazione distintiva.