Ospedale Niguarda


Il rosso ci agita, suscita pericolo, il verde-veleno ci spaventa, il blu elettrico acutizza i dolori, il miele-legno ci calma: il colore aiuta non solo a identificare gli oggetti ma è anche un efficace mezzo comunicativo.
 Lo sa bene Jorrit Tornquist, noto architetto della 'Teoria del colore' e professore di Design Industriale al Politecnico di Milano, che ha elaborato un progetto cromatico per il nuovo volto dell'ospedale Niguarda, adottando l'uso di colori diversi per reparti e corsie.
Un ospedale deve essere un luogo gradevole - racconta Tornquist - accogliente, dove i pazienti ed il personale che vi lavora si sentano a proprio agio.
Il colore e la luce distraggono il paziente dal dolore e da sé stesso.
I piani saranno riconoscibili visivamente grazie all'attribuzione di un colore specifico che demarcherà le aree di accesso e proseguirà in una fascia lungo le pareti dello stesso reparto: in questo modo verrà facilitato l'orientamento dei visitatori all'interno dei vari piani dell'ospedale.
Particolare attenzione verrà prestata alla scelta dei colori per le aree di degenza, in base al principio che gli ambienti devono suscitare in chi vi soggiorna, buonumore e benessere.
Un esempio?
Le camere di degenza saranno tinteggiate di verde e arancio, colori rilassanti e che invitano a un atteggiamento estroverso, sulla convinzione che la guarigione è direttamente correlata a una positiva reazione psicosomatica.
Per le pareti del blocco operatorio e in generale per tutte le sale operatorie è stato scelto un colore verde-turchese che minimizza la postimmagine del colore rosso del sangue.
Le pareti degli spogliatoi per i pazienti in tutte le aree sono in arancio chiaro, un colore vicino al colore della carnagione, per evitare senso di disagio e estraneità. 
Storicamente la buona prassi e le normative in tema di igiene hanno imposto l'adozione di colori chiari, in particolare del bianco come colore tipico per identificare tutto ciò che riguarda le attività sanitarie.
A cosa si deve quindi questa inversione di tendenza?
"Negli ultimi decenni - spiega Nicola Orfeo, medico di Direzione Sanitaria - gli architetti hanno affrontato la crescente esigenza di umanizzazione degli ambienti senza trascurare gli aspetti tecnici, manutentivi e igienico sanitari.
Da anni registriamo nei nostri reparti, soprattutto quello pediatrico, i riflessi positivi della scelta dei colori per spazi, arredi e persino divise del personale sanitario sul benessere psicofisico degli ospiti.
Le ultime indicazioni igieniste a riguardo prevedono inoltre l'adozione di materiali ecocompatibili che riducono l'inquinamento".
Un progetto per dare un volto 'umano' alla struttura ospedaliera, dunque, che non comporta spese aggiuntive per l'azienda.