Ospedale Fondazione Macchi


Progetto Cromatico

Ospedale di Circolo Fondazione Macchi
Varese

INTRODUZIONE AL PROGETTO

Un ospedale deve essere un luogo gradevole, accogliente, dove i pazienti ed il personale che vi lavora, si sentano a proprio agio. Il colore e la luce distraggono il paziente dal dolore e da sé stesso.
Piacevoli giochi di colore, effetti luminosi, sono elementi essenziali per creare ambienti gradevoli “ la bellezza" in questo caso è intesa come armonia.
L' equilibrio dell'armonia a quattro colori è alla base del progetto cromatico. Questa scelta deriva dalla convinzione che gli ambienti devono suscitare in chi vi soggiorna buon umore, in quanto la guarigione dipende certamente da un’attiva partecipazione da parte del paziente, come ci dimostrano spesso le reazioni psicosomatiche, spirito attivo e benessere, tramite colori che simulano sensazioni di luce piacevole, piuttosto che attraverso l’eccitante accostamento di colori stridenti, che creano riflessi cromatici troppo forti alterando l'apparenza della carnagione e creando di conseguenza disagio.
Il colore però qui deve svolgere anche altre importanti funzioni, essendo l’ospedale una complessa macchina, dove accanto alla cura per il malato si affiancano un’insieme di attività sia di lavoro che di studio e ricerca, che richiedono approcci differenziati in relazioni alle funzioni. Primariamente il colore in questo caso svolge funzione di orientamento, attraverso uno schema che coordina il complesso sistema di attività specifiche che vengono svolte all’interno della struttura ospedaliera. Attraverso il colore l’orientamento spaziale viene facilitato, permettendo una lettura visiva più immediata sia dei percorsi che delle funzioni a cui i vari spazi sono adibiti.
Questo schema complesso è strutturato attraverso differenti piani di lettura, un’insieme di ordini e sottordini che conducono dalla riconoscibilità dei piani, alle aree specifiche, agli spazi di transito, alle funzioni svolte dai singoli spazi.
A causa della difficoltà di trovare nove colori memorizzabili come demarcatori di piano, sono stati applicati due modelli: per i piani da quota 0,80 al piano quota 15,80. La riconoscibilità di questi piani è affidata all’armonia cromatica a quattro colori applicata agli accessi al piano, sia con ascensori o attraverso i vani scale, quest’armonia varia solo per chiarezza, più scura nei livelli inferiori, più chiara man mano che si sale, per dare un’impressione di maggior luminosità.
Ai piani superiori, dalla quota 19,80 a quota 35,80, che nella loro struttura e cromaticità non cambiano, per cui diventa difficile la loro riconoscibilità, è applicato un colore demarcatore di piano nelle aree di accesso, che si ripete per le fasce antiurto che corrono sulle pareti dei corridoi dei piani.
Per i piani da quota 0,80 a 15,80 dove su ogni piano differenti aree e servizi con funzioni specifiche diverse interagiscono, ad ogni area è stato assegnato un colore che è applicato ad una fascia di larghezza di cm. 2,5 che corre sulle pareti ad altezza delle maniglie delle porte. Questa linea di demarcazione di area delimita tutta un’area dedicata ad attività inerenti ad es: blocco operatorio, area università, area diagnostica, ecc. facilitando l’orientamento.
Un altro elemento di identificazione e orientamento è costituito dal colore delle porte, che varia in relazione alle funzioni specifiche che ogni spazio svolge, mentre si mantiene identico alle linee di demarcazione di area per le porte di ingresso alle aree stesse.
L’armonia a quattro colori è presente nei percorsi a cui il pubblico ha accesso: corridoi, sale d'attesa, sale colloqui, filtri ecc. che sono ambienti di passaggio ed anche di soggiorno ma non di lavoro, in questi luoghi la tetrade è espressa pienamente, sono dei flash di colore. Dove il passagio è veloce come nei filtri i colori sono più saturi, dove si soggiorna come negli spazi di degenza i colori sono molto desaturati. Le stanze di degenza hanno una qualità abitativa, le due pareti in vista al paziente che giace a letto, sono dipinte in arancio e verde in quanto colori rilassanti ed invitanti ad un atteggiamento estroverso, sulle altre pareti viene completata la tetrade. Il legno naturale delle porte e dell’arredo induce ad un’ atmosfera di familiarità.
I corridoi nelle aree di degenza dal piano quota 19,80 a 35,80 sono dipinti con l’armonia a quattro colori, variandone ed alternandone il più possibile le combinazioni, la percezione del dolore fisica o psichica, induce a mantenere le variazioni cromatiche percettivamente differenziate.Si è cercato di applicare colori complementari alle pareti che si fronteggiano in modo d’ottenere attraverso il contrasto cromatico una maggiore spazialità.
Gli spazi dedicati ad attività di studio o lavoro che richiedono concentrazione sono dipinti in grigio, le variazioni cromatiche (sempre nell’armonia scelta) sono affidate agli arredi tramite mobili, sedie, tessuti, escluse le superfici di lavoro che saranno comunque in grigio. Dove possibile a spigoli o angoli è applicata una composizione che inserisce uno stimolo colorato nell’ambiente.
Per le pareti del blocco operatorio ed in generali per tutte le sale operatorie è stato scelto un colore verde-turchese, che minimizza la postimmagine del rosso del sangue:
Le pareti degli spogliatoi per i pazienti in tutte le aree sono in un arancio chiaro un colore vicino al colore della carnagione, per evitare senso di disagio ed estraneità.


Riflessioni generali:

Entrando negli ospedali tradizionali i pazienti si sentono simili a cavie che attendono rassegnate la vivisezione, spaventati dal bianco abbagliante che li circonda, ciò influenza l'equilibrio psicofisico e il risultato delle analisi potrebbe esserne alterato.
Un ospedale dovrebbe essere un luogo gradevole, accogliente, dove i pazienti si sentano a proprio agio; colori e luci dovrebbero distrarre il paziente dal dolore e da sé stesso. Anche se nei laboratori d'analisi è necessaria la luce incolore, questa dovrebbe essere corretta per mezzo del colore dell'ambiente, in maniera tale che il paziente percepisca una continuità luminosa con gli altri spazi.
È possibile utilizzare il colore per equilibrare le diverse fonti luminose.
Nelle sale d'attesa e nelle zone di ricevimento si utilizza la luce a incandescenza con riflettori in metallo ramato; negli studi e nelle sale operatorie si utilizza invece luce diurna o fluorescente a 5.500°K, con una aggiunta di radiazioni ultraviolette a una banda di UV A B. La luce non deve abbagliare ed essere equilibrata dai colori delle pareti in modo che risulti diffusa e calda e dia una sensazione di rilassamento. Si sceglie un colore caldo perché diminuisce la sensibilità al dolore. Esso sarà poco saturo e accompagnato da una striscia più satura della medesima tinta per mantenere la percezione cosciente e permettere condizioni di equilibrio psichico, o completato con altri colori dell’arredo o della biancheria o altro per raggiungere un'armonia, compensando il colore o i colori dominanti.
Ciò che in ogni caso va risparmiato al paziente è lo shock di spogliatoi illuminati da luci fredde, con sfondi bianchi, affinché non si senta ancor più nudo ed estraneo di quanto non lo sia realmente. Gli spogliatoi, come tutti gli ambienti intimi, devono avere un colore simile a quello della carnagione ed un’illuminazione calda ciò vale particolarmente per studi ginecologici ed ostetrici. La guarigione dipende certamente da un’attiva partecipazione da parte del paziente, come ci dimostrano spesso le reazioni psicosomatiche. Egli andrebbe perciò stimolato positivamente invece di indurne la passività. Gli ambienti devono suscitare buon umore, spirito attivo e benessere, tramite colori che simulano sensazioni di luce piacevole, piuttosto che attraverso l’eccitante accostamento di colori stridenti, che creano riflessi cromatici troppo forti alterando l'apparenza della carnagione e creando di conseguenza disagio. Se colori troppo saturi sono difficili da sopportare per un individuo sano, per un malato sono addirittura insopportabili. Piacevoli giochi di colore, effetti luminosi, sono elementi essenziali per creare ambienti gradevoli “ la bellezza" in questo caso è intesa come armonia. Le camere dei pazienti non devono avere l’aspetto nè di depositi nè di vetrine in quanto i pazienti potrebbero essere costretti a lunghi soggiorni. I soffitti sono costantemente in primo piano per chi giace a letto, perciò sono da considerare elemento importante, potrebbero essere vitalizzati anche da proiezioni, o elementi sospesi.
Il progetto degli ambienti destinati alla cura di malattie specifiche, deve essere di volta in volta discusso con i medici. I gabinetti di radioterapia richiedono colori più freddi.
Nelle sale operatorie sono necessari colori che evitino il contrasto successivo del colore del sangue, perciò si applica il verde-turchese, il colore complementare del sangue, come già fece nei primi anni del secolo scorso Robert Wilson presso l’ospedale Sacré Coeur di Londra.


Riflessioni specifiche

Sulle grandi superfici i contrasti cromatici troppo violenti devono essere ridotti perché provocano tensione. Questo vale sia per situazioni vissute simultaneamente che in successione.
I materiali lucenti devono essere evitati negli ambienti di lavoro per i loro riflessi abbaglianti.
I contrasti troppo forti vanno evitati.
Le pareti devono avere un valore medio di riflessione ed essere opache. Pareti lucide abbagliano stancando gli occhi e aumentano anche la riflessione sonora.
Le pareti poste di fronte alle finestre devono essere chiare per riflettere la luce incidente e di colore poco saturo, per non condurre a riflessi colorati che modificano troppo la luce del giorno e creano spostamenti cromatici sia sulle persone che sugli oggetti. Le pareti su cui si trovano le finestre sono chiare, per ridurre il contrasto chiaro-scuro con l’esterno.
I serramenti delle finestre sono chiari per diminuire il contrasto con la luminosità dell’esterno.
I tendaggi non vanno considerati come manifestazioni estetiche ma come filtri colorati che influiscono sull’illuminazione dell’ambiente.
I soffitti sono chiari per riemettere la luce e non troppo colorati per non influenzare il colore dell’illuminazione. Soffitti scuri sembrano incombere come un peso sopra le nostre teste, inoltre riflettono poca luce.
I pavimenti devono avere un aspetto solido e colori poco saturi, perché la luce che proviene dall’alto crea riverberi troppo colorati. I colori devono essere quelli a cui la natura ci ha abituati, ed essere opachi. Pavimenti azzurri provocano sensazione di freddo ai piedi e pressione alla vescica (alle donne più che agli uomini); negli Stati Uniti sono vietati negli uffici pubblici.
I servizi igienici devono avere un carattere intimo, un’illuminazione calda e di livello medio, i colori sono caldi ma non troppo saturi; per far sì che il colore della carnagione risulti gradevole.
Gli ambienti destinati alla socializzazione: sale di ricreazione, gli spazi nei quali si trovano distributori automatici di bevande, sale destinate a colloqui, devono distinguersi dagli ambienti di lavoro ed avere colori che diano effetti di estroversione. La luce migliore è quella diretta, calda e puntiforme, ma non uniforme.
Le mense hanno colori dominantemente caldi, con illuminazione diretta sui tavoli, isole di luce conferiscono intimità e senso di sicurezza, i colori devono essere chiari e armonizzarsi sia con le vivande che con l’incarnato.
Un livello di illuminazione del campo visivo monotono è da evitare, perché rende difficile rimanere svegli e provoca stress.
L’illuminazione deve contribuire ad offrire un ambiente di lavoro gradevole. Le fonti luminose devono rispettare il colore della carnagione, così che le persone appaiano di buon aspetto.
I piani di lavoro hanno la chiarezza del grigio perla. La riemissione più opportuna si aggira sul 70% e serve per smorzare i contrasti nel campo visivo. Il colpo d’occhio viene ridotto, facilitata la focalizzazione, la retina si affatica di meno. La saturazione non deve superare la percentuale del 15% di croma della scala del sistema NCSS, la superficie è opaca. Il colore non deve essere saturo perché, come campo visivo duraturo, condurrebbe a tensioni emotive.